Commento all'indagine Newsmercati sul credito documentario

Al questionario in tema di credito documentario, proposto a settembre - ottobre 2011, hanno risposto 464 imprese. Oltre la metà hanno dichiarato una buona conoscenza del credito documentario, un 26% una conoscenza parziale. Resta un minoritario, ma non trascurabile, 14% di risposte negative.

Risultati sondaggio 

In generale, gli abbonati di Newsmercati “sanno di cosa stiamo parlando”, con un punto interrogativo su quella porzione di imprese che hanno risposto negativamente soltanto perché, si presume, non hanno ancora intrapreso rapporti commerciali in Paesi cosiddetti “a rischio”.

Va infatti preliminarmente detto che, dal nostro punto di vista, in determinate aree geografiche non si può prescindere dalla pattuizione di un pagamento anticipato oppure, in alternativa, da un credito documentario.

Per quanto concerne le caratteristiche di questo mezzo di pagamento, prevale l’attenzione delle aziende all’aspetto della formalità e della conseguente trascrizione su documenti cartacei.
Merita invece una più specifica considerazione il fatto che un’altra consistente parte degli utenti abbia caratterizzato il credito documentario con l’aggettivo “autonomo”. Tale definizione potrebbe confondere gli operatori, laddove non venga puntualizzato che, in concreto, il credito documentario è comunque strettamente legato ai documenti che in esso vengono richiamati.

Si tratta certamente di un’operazione distinta e indipendente dal contratto commerciale sottostante, nel senso che l’impegno della banca a dar corso alla prestazione non è soggetto ad azioni o eccezioni, fondate sui rapporti con la banca emittente o con il venditore, da parte dell’ordinante. Ma è altrettanto vero che occorre domandarsi in che rapporti tale strumento di pagamento sia con i documenti relativi al contratto di compravendita: a titolo di esempio, con i documenti diretti all'identificazione della merce, con i documenti di trasporto, nonché quelli di assicurazione, i certificati di ispezione o qualità, etc.

Va tenuto presente, infatti, che il rischio di incidenti e problematiche connesse al pagamento della fornitura aumenta man mano che l’emissione di documenti richiamati nel credito documentario sia demandata alla controparte (per esempio ispezione della merce) o a soggetti terzi (dogane, spedizionieri/trasportatori, enti di certificazione, etc).

Il fatto poi che il 33% delle imprese - a seguito dell’emissione della lettera di credito - modifichi un termine del credito documentario (tra cui si menzionano date, luoghi di spedizione, etc.) fa accrescere esponenzialmente il rischio che sussistano incoerenze e/o irregolarità documentali che possono esporre l’esportatore a notevoli inconvenienti. Qui emerge l’importanza di porre la massima attenzione, già in una fase preventiva rispetto a quella di produzione dei documenti, attraverso la piena conoscenza dei termini e delle condizioni del credito, in modo tale che non si rendano necessarie pericolose variazioni lungo il percorso.

Si deve, dunque, evitare di inserire nel testo del credito documentario il riferimento a documenti che non siano di facile reperibilità da parte del venditore o, peggio ancora, che siano nella sola sfera di discrezionalità di soggetti terzi su cui il venditore non può in alcun modo andare ad incidere.

Per quanto concerne, poi, la questione dell’utilizzo indifferenziato o mirato del credito documentario, è quanto meno degno di nota il fatto che un 25% degli utenti abbia dichiarato di utilizzare il credito documentario in tutte le operazioni dell’estero. Dati i sensibili costi addebitati alle aziende che ricorrono a tale strumento di pagamento, varrebbe quanto meno la pena di valutare l’opportunità di ricorrere ad esso soltanto per quei Paesi cosiddetti “ad altro rischio” o in cui il recupero del credito si fa altamente arduo a causa dei costi e delle tempistiche legate a un procedimento giudiziale o arbitrale di recupero del credito.

Lo stesso dicasi per quel 20% di aziende che ricorrono al credito documentario non confermato: in un Paese ad alto rischio, la mancanza di una conferma da parte della banca determina alte probabilità di vedersi svuotare l’efficacia e la validità del ricorso a questo mezzo di pagamento. A tal proposito si suggerisce altresì di richiedere la conferma ad una banca di primaria importanza, possibilmente situata in Italia o per lo meno all’interno della frontiera comunitaria.

Ci siamo per esempio trovati di fronte al caso di una banca confermante situata in Medioriente che si è rifiutata il pagamento del saldo, seppur per ragioni del tutto pretestuose. Quanto diviene esoso e imprevedibile l’esito di una causa nei confronti di una banca confermante estera che si rifiuti di pagare l’intero o il parziale importo oggetto del credito documentario? Al fine di prevenire l’insorgere di situazioni così rischiose diviene fondamentale conoscere in maniera dettagliata il ruolo e la responsabilità della propria banca, nonché cercare all’interno di esso un interlocutore, possibilmente dotato di un nome e cognome, che ci assista lungo il fisiologico (o patologico) sviluppo della pratica.

Probabilmente le incertezze relative al ricorso e all’utilizzo del credito documentario sorgono anche in considerazione di un’insufficiente conoscenza e pratica dello stesso e delle regole internazionali che lo disciplinano, vale adire la raccolta NUU 600 della Camera di Commercio Internazionale. D’altro canto anche le informative reperibili sui canali web o presso le Camere di Commercio e gli altri enti preposti all’assistenza alle imprese non sempre sono così esaustive.

L’auspicio è quindi quello di iniziare a dedicare un maggior spazio alla materia dei pagamenti internazionali, attraverso articoli, seminari, confronti diretti con le imprese, come il questionario di cui oggi trattiamo.

Ma sin da subito ci permettiamo di suggerire alle imprese - dal punto di vista pratico - di approfondire la conoscenza dello strumento di pagamento in oggetto ove sommaria e, soprattutto, di visionare con cura o di sottoporre ad esperti in materia il testo del credito documentario, affinché le condizioni in esso previste – con particolare riferimento ai documenti in esso richiamati – permetta un agevole e tempestivo pagamento di quanto dovuto da parte delle banche coinvolte nell’operazione. Ciò al fine di evitare un’autorete, creando delle crepe in cui si venga a insinuare la possibilità - da parte delle banche - di sollevare eccezioni e congelare, in tal modo, i pagamenti.

Avv. Diego Comba e Avv. Monica Rosano