Colonna promozionale
In questo numero
- La nuova legge britannica anticorruzione introduce la responsabilità di impresa
- Fare affari in Iraq e nel Kurdistan iracheno
- Edizione 2011 Annuario commercio estero e attività internazionali delle imprese
- Inglese giuridico e problemi di traduzione
- China Business Handbook
- Incoterms® 2010 e coperture assicurative
- Produttori veneti supporteranno rilancio vitivinicolo moldavo
- CCC: il marchio obbligatorio per vendere in Cina
Contenuto della pagina
CCC: il marchio obbligatorio per vendere in Cina
La Cina continua ad aumentare il numero di prodotti che, per essere commercializzati, devono sottostare a precise disposizioni tecniche. L’intero sistema normativo fa capo a uno specifico Ente dello Stato, la CNCA (Certification and Accreditation Administration) che si avvale però, per la stesura delle norme specifiche, di un organismo operativo denominato China Quality Certification Centre (CQC).
CQC si occupa anche di definire le procedure per il rilascio del marchio obbligatorio che deve essere apposto su tutte le categorie merceologiche coperte dalle normativa. Le famiglie di prodotto che devono sottostare alle procedure di certificazione CCC ed esporre il corrispondente marchio sono:
- Telefoni cellulari
- Cavi e fili elettrici
- Componenti a basso voltaggio per uso domestico e industriale
- Piccoli motori elettrici
- Apparecchi elettrici
- Saldatrici
- Elettrodomestici
- Apparecchi audio e video
- Apparecchi Itc
- Apparecchi di illuminazione
- Terminali tlc
- Veicoli e componenti
- Caschi per moto
- Cinture di sicurezza
- Pneumatici
- Vetri sicurezza
- Macchinari agricoli
- Prodotti in lattice
- Apparecchiature medicali
- Sistemi antincendio
- Sensori e apparecchiature antintrusione
- Reti LAN
- Giocattoli
- Apparecchiature e Sistemi informatici.
Va rilevato che le ‘macro’ categorie merceologiche sono poi suddivise in sottocategorie specifiche di prodotto identificabili anche sulla base dei rispettivi codici doganali sulla base della denominazione HS.
Attualmente molti prodotti, che non rientrerebbero formalmente tra quelli sottoposti alla normativa CCC, di fatto rischiano di venire bloccati in dogana. Per evitare le contestazioni legate ai prodotti che si collocano in questa “zona grigia” è possibile richiedere da un ente abilitato in Cina (inclusi IMQ, Rina ed altri enti di certificazione europei presenti in loco) una dichiarazione che certifica l’esclusione dalla normativa.
Sono anche esclusi dagli obblighi di certificazione prodotti destinati a impiego temporaneo (esposizione in occasione di fiere e mostre, utilizzo per test e esperimenti scientifici, ecc.) o alla realizzazione di linee di produzione in Cina oppure inclusi in altri beni che saranno riesportati.
Il Processo di certificazione
La procedure per il rilascio del marchio CCC - che generalmente richiedono dai tre ai sei mesi (i tempi si stanno allungando) - prevedono i seguenti passaggi:
- Domanda presso un ente autorizzato (ACB: Authorized Certification Body). Gli organismi abilitati sono solo cinesi. Il più importante è lo stesso CQC (China Quality Certification Center).
- Prove tipo sul prodotto effettuate presso un laboratori autorizzato (ATL: Authorized Testing Laboratory) che può essere localizzato anche in Europa. Il CQC infatti aderisce a un accordo internazionale di mutuo riconoscimento delle prove (CB Scheme) a cui aderiscono 42 paesi inclusa l’Italia.
- Ispezione preliminare del luogo di produzione ad opera dell’ente di certificazione.
- Valutazione dei risultati con conseguente rilascio del certificato (se il parere è favorevole).
- Ispezione annuale di controllo sul luogo di produzione.
Organismi abilitati e prove di laboratorio
Per le aziende italiane che hanno bisogno di certificarsi l’obiettivo è, evidentemente, di affrontare la procedura evitando tutti i possibili malintesi con le controparti cinesi, minimizzando, possibilmente i costi. Viene indubbiamente in aiuto l’accordo CB Scheme che consente l’effettuazione delle prove anche presso laboratori italiani autorizzati (ATL).
Occorre naturalmente, che l’ente cinese ne riconosca la correttezza. Inoltre per i prodotti dove la normativa cinese si discosta da quella IEC, è frequente la richiesta di una ripetizione parziale in Cina.
E’ possibile anche affidare la gestione dell’intera procedura a un ente italiano o a un europeo presente nel nostro Paese, che operi anche sul mercato cinese (praticamente tutti i maggiori) e che abbia instaurato un rapporto di collaborazioni con gli enti di certificazione locali. E’ il caso, ad esempio di IMQ e del RINA.
Naturalmente non possono rilasciare una certificazione CCC, ma possono ottenere dal CQC una delega di fatto per eseguire le prove. In alcuni casi tale delega può essere estesa anche alle visite periodiche.
Gli Enti europei svolgono una funzione importante in quanto conoscono le norme cinesi di riferimento, le procedure, la terminologia e hanno acquisito una consistente esperienza che consente in molti casi di prevenire gli eventuali ritardi e malintesi che invece sono frequenti quando si affronta un Paese difficile come la Cina.
Normative in campo elettrico
Sicurezza e compatibilità elettromagnetica
Contraddistinte dalla sigla Gb (Guójia Biaozhun), le norme cinesi sono in gran parte derivate da quelle internazionali dell'IEC (International Electrotechnical Commission). Ma presentano anche delle differenze, le cosiddette “National Deviation”. La certificazione, può essere rilasciata soltanto da un Ente cinese riconosciuto e prevede due tipi di marchi:
- CCC" con lettera "S" rilasciato per la conformità dei prodotti ai soli requisiti di Sicurezza Elettrica (Safety)
- CCC" con lettere "S&E" rilasciato per la conformità prodotti ai requisiti di sicurezza (Safety) e Compatibilità Elettromagnetica (Emc).
Il principale ente di certificazione cinese, CQC (China quality certification center) rilascia anche una propria certificazione volontaria (CQC Mark) per prodotti non sottoposti all’obbligo di certificazione CCC.
Energy label
Per i prodotti elettrici, accanto alla normativa CCC è obbligatoria anche l’attribuzione del China Energy Label che richiede al produttore di dichiarare l’efficienza energetica nel manuale d’uso del prodotto e di marchiare il prodotto con un’etichetta. Il produttore deve quindi richiedere la registrazione a un ente autorizzato entro 30 giorni dal momento in cui ha applicato l’Energy Label sul prodotto.
I prodotti oggetto della regolamentazione sono attualmente: condizionatori, audio/radio, ballast per lampade fluorescenti, lavatrici, ferri da stiro, frigoriferi, apparecchi per la cottura del riso, televisori, motori elettrici, stampanti. Ma la lista viene aggiornata (e incrementata) ogni anno.
Lavorazioni e imballi
Da tre anni è entrata in vigore in Cina anche la regolamentazione sulle limitazioni d’impiego di sostanze nocive nelle lavorazioni dei prodotti elettrici ed elettronici e relativi imballi. I prodotti in questione sono: piombo, cadmio, mercurio, cromo esavalente, bifenili ed eteri di difenile polibromurati.
E’ simile alla Direttiva Europea RoHs (stesse sostanze). Identificazione, quantitativi delle sostanze nocive presenti, loro posizione, procedura di riciclo e ciclo di vita devono essere indicati sul manuale allegato ai prodotti e imballo. La lista non è chiusa e prevede l’inserimento di nuove sostanze da parte delle autorità locali.
Approfondimenti on line
China Quality Certification Center
Sito del principale Ente di certificazione cinese. Riporta dati aggiornati sulle nuove normative di prodotto.
Sito con elenco dettagliato (ma aggiornato con ritardo) dei prodotti sottoposti alle normative CCC
Sito che riporta notizie e informazione sul sistema di certificazione CCC
Sito in tedesco e inglese con una lista relativamente aggiornata dei prodotti sottoposti a normativa CCC.
In collaborazione con Radiocor Sole 24 Ore
